Risarcimento Danni Tiroidectomia

La tiroidectomia è un intervento chirurgico che prevede la rimozione parziale o totale della tiroide, una ghiandola situata nella parte anteriore del collo che regola il metabolismo del corpo. Se l’intervento non viene eseguito correttamente, il paziente può subire danni e complicanze a breve e lungo termine.

Controindicazioni intervento Tiroidectomia

Errori medici e malasanità per intervento tiroidectomia

Ci sono alcune controindicazioni all’intervento di tiroidectomia, come la presenza di malattie cardiache, problemi di coagulazione del sangue, malattie autoimmuni, e gravidanza. Inoltre, se il nodulo tiroideo non è canceroso, l’intervento potrebbe non essere necessario.

Problematiche e complicanze legate alla Tiroidectomia

Le complicanze possibili dell’intervento di tiroidectomia includono problemi di voce, dolore alla gola, difficoltà respiratorie, infezioni e sanguinamenti. A lungo termine, la rimozione della tiroide può causare disfunzioni metaboliche e problemi di salute come l’ipotiroidismo.

Responsabilità medica

Se si subiscono danni a seguito di un intervento di tiroidectomia eseguito in modo negligente o errato, è possibile richiedere un risarcimento del danno. Tuttavia, è necessario dimostrare che l’errore o la negligenza è stata effettivamente commessa dal professionista medico e che questo ha causato i danni.

Richiedi un risarcimento del danno per la Tiroidectomia con Periplo Familiare

Se sei stato vittima di danni causati da un intervento di tiroidectomia, rivolgiti a Periplo Familiare per richiedere un risarcimento del danno. I nostri avvocati specializzati in responsabilità medica ti aiuteranno a valutare la tua situazione e a intraprendere le giuste azioni legali per tutelare i tuoi diritti e interessi.

Di seguito la lista di alcuni casi interessanti dei quali si è occupata la nostra Associazione

Chirurgia Generale

Caso Rita

Risarcimento: € 145.000,00

Insufficienza respiratoria e grave disfonia

La signora Rita, di 60 anni, si sottopone ad una tiroidectomia totale. L’operazione però non è preceduta né da consenso informato né dalla raccolta dei dati anamnestici. Dopo poche ore dall’intervento, Rita accusa una grave crisi respiratoria e disfonia. Viene pertanto sottoposta a visita otorinolaringoiatrica che depone per un quadro laringoscopico caratterizzato da “corde vocali fisse e spazio respiratorio notevolmente ridotto”. Poiché la situazione, anche dopo le cure somministrate, non presenta alcun miglioramento, Rita viene trasferita in terapia intensiva.

Dopo una settimana, stabilizzate le condizioni, viene dimessa senza una programmazione di terapie e controlli post-chirurgici. Tornata al proprio domicilio, Rita continua ad accusare problemi respiratori che la costringono a recarsi privatamente presso un medico otorinolaringoiatra, il quale conferma la paresi di entrambe le corde vocali. Col trascorrere dei giorni la situazione peggiora tanto che numerosi sono i ricorsi al Pronto Soccorso per crisi respiratorie, dove in alcuni casi è stato necessario sottoporre la signora a interventi di dilatazione per facilitare la respirazione.

FAQ - Domande e risposte riguardo: la tiroidectomia

Non automaticamente. La lesione del nervo laringeo ricorrente è una complicanza nota dell'intervento e, se transitoria e correttamente indicata nel consenso informato, può rientrare nel rischio operatorio accettabile. Il diritto al risarcimento sorge quando la lesione deriva da un'esecuzione tecnicamente scorretta, dalla mancata identificazione del nervo durante la dissezione o dalla mancata gestione tempestiva del quadro post-operatorio. Una disfonia permanente o una paresi bilaterale con difficoltà respiratoria comporta un danno biologico rilevante e va sempre sottoposta a valutazione medico-legale.

Può esserlo. L'ipoparatiroidismo deriva dall'asportazione o dal danneggiamento delle ghiandole paratiroidi durante l'intervento e obbliga il paziente a una terapia con calcio e vitamina D a vita. Una forma transitoria è una complicanza frequente e nota; una forma permanente richiede invece di verificare se le paratiroidi siano state correttamente identificate e preservate e se il calcio sia stato monitorato nel decorso post-operatorio. Sono elementi ricostruibili solo attraverso il referto operatorio e gli esami di laboratorio del ricovero.

Sì. Il consenso informato tutela il diritto all'autodeterminazione del paziente, riconosciuto dalla legge n. 219/2017, ed è distinto dal diritto alla salute. Se il paziente non è stato informato in modo comprensibile dei rischi specifici della tiroidectomia, come la disfonia e l'ipoparatiroidismo, delle alternative terapeutiche disponibili e delle conseguenze prevedibili, può ottenere il risarcimento del danno da lesione dell'autodeterminazione anche quando l'intervento è stato eseguito correttamente. Il modulo firmato in modo generico e privo di riferimenti al caso concreto non è di per sé sufficiente.

Si tratta di una delle ipotesi più rilevanti di responsabilità sanitaria. Se un nodulo benigno viene classificato erroneamente come sospetto, o se si procede a una tiroidectomia totale dove sarebbe stato indicato un intervento parziale o un semplice monitoraggio, il paziente subisce conseguenze permanenti evitabili. La verifica passa dal confronto tra la citologia dell'agoaspirato, l'esame istologico definitivo del pezzo operatorio e le indicazioni cliniche riportate in cartella.

Nei confronti della struttura sanitaria la responsabilità è contrattuale, ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice civile, e il termine di prescrizione è di dieci anni; nei confronti del singolo medico, che in base alla legge n. 24/2017 risponde di norma a titolo extracontrattuale, il termine è di cinque anni ai sensi dell'articolo 2947 del codice civile. Per avviare la valutazione servono la cartella clinica completa, il modulo di consenso informato, il referto operatorio, l'esito dell'agoaspirato e dell'esame istologico, gli esami del calcio e del paratormone e le visite otorinolaringoiatriche con laringoscopia.

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