
Ti sei mai chiesto se un’amputazione fosse davvero inevitabile? Se quella ferita al piede, inizialmente sottovalutata, poteva essere curata in tempo evitando conseguenze così drastiche?
Per molte persone affette da diabete, l’amputazione del piede rappresenta l’esito di un percorso sanitario segnato da ritardi, diagnosi tardive o trattamenti inadeguati. Eppure, non sempre si tratta di una fatalità.
Il piede diabetico è una condizione nota e ampiamente studiata, che richiede un’attenta gestione clinica, monitoraggi costanti e interventi tempestivi. Proprio per questo, quando si arriva all’amputazione, è legittimo chiedersi se tutte le cure necessarie siano state realmente prestate e se il danno potesse essere evitato con una condotta sanitaria più diligente.
Dal punto di vista giuridico, l’amputazione del piede diabetico può dare diritto a un risarcimento quando emerge una responsabilità medica o organizzativa della struttura sanitaria. Ritardi nella diagnosi, mancata presa in carico specialistica, assenza di controlli adeguati o dimissioni affrettate possono trasformare una patologia gestibile in una menomazione permanente, con un impatto profondo sulla qualità di vita del paziente.
In questo articolo spieghiamo quando l’amputazione non è una semplice complicanza della malattia, ma può configurare un errore sanitario, e quali sono i diritti del paziente che ha subito un danno così grave.
Il piede diabetico è una delle complicanze più gravi e temute causate dal diabete mellito.
Quando si parla di “piede diabetico” ci si riferisce a un insieme di alterazioni della pelle, delle ossa, dei nervi o della struttura del piede che determinano l’insorgere di ulcere e infezioni al piede e, nei casi più gravi, la gangrena dell’intero arto. In quest’ultimo caso, l’amputazione è l’unica soluzione possibile.
Il piede diabetico si manifesta all’incirca 20 anni dopo l’insorgere della patologia e diversi pazienti arrivano all’intervento di amputazione per diabete perché sono stati sottovalutati alcuni sintomi per molto tempo.
Spesso accade che il paziente non si accorge della presenza di ulcere al piede, per via della scarsa sensibilità all’arto. In un’ottica di prevenzione, è quindi consigliabile sottoporsi a controlli periodici scadenzati di pochi mesi, per intervenire prima che le ulcere si acutizzino.
Quando si deve necessariamente procedere all’amputazione del piede diabetico per salvare la vita del paziente, oltre ai possibili danni post-operatori correlabili all’intervento chirurgico, le complicanze più comuni sono soprattutto relative alla ferita, che può riaprirsi o infettarsi. Tali problematiche possono essere trattate, ma è frequente che il paziente debba subire un nuovo intervento nell’arco di un anno dal primo, procedendo all’amputazione della gamba per il diabete, fino a sotto il ginocchio.
Il paziente che ha subito l’amputazione del piede diabetico può avanzare domanda di risarcimento in caso di intervento non necessario, che poteva essere evitato se il medico avesse riconosciuto e trattato le patologie preesistenti che hanno reso indispensabile l’amputazione per diabete, oppure se ha effettuato una diagnosi errata o tardiva che ha aggravato la situazione.
Nello specifico, l’errore medico si evidenzia nei seguenti casi:
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ERRORE MEDICO |
COMPORTAMENTO |
CONSEGUENZA |
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OMESSA O RITARDATA DIAGNOSI |
Mancato riconoscimento dei segni di ischemia o infezione |
Necrosi irreversibile evitabile intervenendo prima |
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MANCATA RIVASCOLARIZZAZIONE |
Il chirurgo procede all’amputazione senza aver tentato interventi di angioplastica per ripristinare il flusso sanguigno all’arto |
Viene violato l’obbligo di salvare l’arto |
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TRATTAMENTO INADEGUATO DELL’INFEZIONE |
Errore nella somministrazione della terapia antibiotica o mancata esecuzione della pulizia dei tessuti infetti |
L’infezione si propaga rendendo inevitabile l’amputazione |
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MANCANZA DI APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE |
Il chirurgo ha deciso di procedere all’intervento senza consultare gli altri specialisti che si occupano della cura del diabete come diabetologo, chirurgo vascolare, infettivologo |
Si delinea una colpa medica per non aver valutato altre opzioni di salvataggio dell’arto |
Prima di procedere con l’amputazione delle dita del piede o dell’arto, il medico deve eseguire tutti gli esami strumentali del caso per poter delineare il quadro clinico del paziente e la gravità della situazione.
La responsabilità dl medico o della struttura sanitaria può essere riconosciuta qualora non siano stati effettuati esami approfonditi, oppure quando il sanitario ha agito con negligenza, imprudenza o imperizia, o anche nel caso in cui il paziente non sia stato correttamente informato sull’intervento, sui rischi, sulle complicanze possibili e anche sulle eventuali alternative terapeutiche.
Il paziente può chiedere un risarcimento anche in caso contragga un’infezione ospedaliera nel post-operatorio.
Se a causa del piede diabetico ha subito un’amputazione che poteva essere evitata, oppure hai riportato gravi conseguenze in seguito all’intervento, potresti avere il diritto di avanzare una richiesta di risarcimento danni.
Per farlo è necessario che venga accertato l’errore del medico o della struttura sanitaria attraverso una perizia medico-legale che riesca a far emergere eventuali elementi di sussistenza.
Nel caso dell’amputazione del piede diabetico, potrebbero configurarsi:
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