Quali sono i principali danni da chirurgia estetica risarcibili?

Danni da chirurgia estetica: ecco quando possono essere risarciti

La ricerca della bellezza o il desiderio di correggere problemi estetici sono le motivazioni principali che spingono le persone a sottoporsi a interventi di chirurgia plastica. Purtroppo, però non sempre le cose vanno nel verso giusto e molti pazienti si trovano poi a dover fare i conti con quelli che spesso vengono definiti gli orrori della chirurgia estetica

A questo punto è necessario domandarsi: quando un risultato estetico insoddisfacente può essere considerato un danno risarcibile?

Un intervento estetico che lascia cicatrici evidenti, che non consente di ottenere i risultati auspicati o che addirittura ha conseguenze negative sulla salute: i danni da chirurgia estetica denunciati dai pazienti sono molti e significativi, nonostante nel corso del tempo le procedure mediche siano diventate sempre più precise e affidabili.

Gli errori medici in chirurgia estetica possono infatti causare danni fisici e psicologici. I pazienti possono lamentare insoddisfazione per il risultato dell’intervento, non conforme alle loro aspettative, e questo può essere la conseguenza di una comunicazione errata o poco chiara tra medico e paziente, oppure di un’errata procedura in sala operatoria.

Un risultato diverso da quello sperato, tuttavia, non è sufficiente da solo a dimostrare la presenza di un errore. Per parlare di chirurgia estetica sbagliata o di chirurgia estetica non riuscita è necessario valutare la condotta del professionista, le informazioni fornite prima dell’intervento e il collegamento tra l’eventuale errore e il danno subito.

In altri casi la chirurgia estetica può causare danni alla salute e possono insorgere problemi fisici gravi o permanenti, come nel caso di deformità conseguenti a un intervento sbagliato di rinoplastica che rendono difficile la respirazione.

Espressioni particolarmente forti come “disastri di chirurgia estetica” vengono spesso utilizzate per descrivere risultati molto evidenti. Dal punto di vista medico-legale, però, è necessario distinguere i semplici problemi estetici dai danni fisici, funzionali o psicologici riconducibili a una condotta sanitaria non corretta. 

Gli errori medici più diffusi in chirurgia estetica

Non tutti i danni da chirurgia estetica sono risarcibili, tra quelli che possono richiedere un approfondimento medico-legale troviamo:

  • deformazioni del viso, ad esempio in seguito a interventi alle labbra o al naso;
  • asimmetrie, problema che insorge dopo un intervento di mastoplastica;
  • perdita di sensibilitànelle aree interessate dall’intervento;
  • cicatrici permanentied evidenti che causano deturpazioni, specialmente se sono in zone visibili;
  • reazioni allergichegravi causate dai materiali utilizzati.

Gli errori della chirurgia estetica possono verificarsi nella fase di programmazione dell’intervento, durante l’operazione oppure nel monitoraggio successivo. Anche la scelta di una tecnica non adeguata alle caratteristiche del paziente può contribuire alla comparsa di conseguenze indesiderate.

Più nello specifico, gli errori in chirurgia plastica più comuni riguardano i seguenti interventi:

  • mastoplastica additiva e riduttiva. La contrattura capsulare è una delle complicanze maggiormente considerate. In caso di utilizzo di protesi non adeguate o di procedura eseguita in modo scorretto, possono inoltre manifestarsi evidenti asimmetrie nelle mammelle, deturpazioni, cicatrici, danni a nervi o tessuti, e infezioni.
  • Rinosettoplastica. Le problematiche più diffuse sono a livello respiratorio o deviazioni del setto.
  • Blefaroplastica. Possono insorgere anomalie estetiche significative che influenzano lo sguardo o anche una malposizione della palpebra che comporta problemi funzionali all’occhio. Nella blefaroplastica gli errori possono quindi produrre conseguenze non soltanto estetiche, ma anche funzionali.
  • Addominoplastica. Possono insorgere coaguli, emorragie interne, lesioni o perforazioni di organi.

Gli interventi chirurgici estetici mal riusciti non riguardano, dunque, soltanto un risultato esteticamente poco soddisfacente. In alcuni casi, una chirurgia plastica riuscita male può determinare difficoltà respiratorie, limitazioni funzionali, dolore persistente o la necessità di ulteriori operazioni correttive.

Quando si parla di interventi di chirurgia plastica mal riusciti, è però importante evitare valutazioni basate esclusivamente sull’aspetto finale: la presenza di una complicanza prevedibile non dimostra automaticamente un errore del chirurgo. 

Quali sono i danni da chirurgia estetica risarcibili e a chi rivolgersi?

Bisogna sottolineare che i danni della chirurgia estetica possono interessare anche la sfera psicologica. Una chirurgia estetica andata male, soprattutto quando lascia conseguenze visibili o funzionali, può incidere sull’autostima, sulla vita sociale e sulle relazioni personali del paziente.

I danni che possono essere valutati in seguito a un intervento di chirurgia plastica sbagliata comprendono conseguenze sia non patrimoniali sia patrimoniali. 

  • danni non patrimoniali: 
  1. danno biologico per i problemi fisici o funzionali riportati;
  2. danno morale derivato dalla sofferenza interiore e dal disagio psicologico che minano i rapporti sociali del paziente;
  3. il danno esistenziale per le ripercussioni sulla vita quotidiana, relazionale e sociale del paziente. 
  • danni patrimoniali: 
  1. le spese mediche sostenute per le cure e per successivi interventi correttivi;
  2. danno da lucro cessante se la deturpazione o il problema estetico impediscono al paziente di proseguire con la sua attività lavorativa, procurandogli una perdita economica.

La presenza di uno o più di questi danni non comporta, però, automaticamente il diritto al risarcimento. Nei casi di chirurgia estetica con errori, è necessario verificare se il danno sia effettivamente collegato a una condotta non corretta del medico o della struttura sanitaria.

Per ottenere un risarcimento danni da chirurgia estetica è necessario dimostrare la correlazione tra il danno subito e la responsabilità del medico. Per fare questo è necessario raccogliere tutta la documentazione a sostegno del caso e rivolgersi a un medico legale e a un avvocato per fare una stima del danno fisico e psicologico subito.

Tra i documenti utili per valutare gli errori di chirurgia estetica possono rientrare la cartella clinica, il consenso informato, le fotografie scattate prima e dopo l’operazione, i referti degli esami e la documentazione relativa agli eventuali trattamenti correttivi.

La consulenza medico-legale permette di comprendere se la chirurgia estetica riuscita male sia riconducibile a una complicanza inevitabile oppure a un errore nella pianificazione, nell’esecuzione o nella gestione postoperatoria dell’intervento.

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