Colostomia permanente: quando si configura un danno biologico

Quali sono gli errori medici che possono determinare una colostomia permanente

Ti sei sottoposto a un intervento chirurgico e quando ti sei svegliato hai scoperto di dover convivere con una colostomia permanente?

Quando un paziente si sottopone a un intervento chirurgico, si affida alle mani dei medici con l’auspicio di risolvere un problema di salute e tornare alla propria quotidianità. Purtroppo, però, non sempre le cose vanno come previsto.

La colostomia può rappresentare una conseguenza inevitabile per la cura di diverse malattie, ma può anche essere il risultato di un errore chirurgico, che configura un grave danno biologico per il paziente.

In questo articolo cercheremo di capire cos’è la colostomia permanente, quando può essere considerata l’effetto di una colpa medica e come tutelarsi. 

Cos’è la colostomia permanente e come impatta sulla vita del paziente

La colostomia è un intervento che prevede la deviazione chirurgica, temporanea o permanente, di un tratto del colon verso un’apertura praticata sull’addome (chiamata stoma), attraverso la quale le feci vengono raccolte in un apposito sacchetto esterno.

Questo intervento è particolarmente invasivo, è fonte di disagio psico-fisico per il paziente, e quando è permanente, significa che la continuità intestinale non può più essere ripristinata.

L’impatto sulla vita di una persona è profondo e radicale:

  • Sfera fisica. Perdita del controllo naturale delle funzioni corporali, disturbi digestivi, rischio di infezioni cutanee o ernie peristomali.
  • Sfera psicologica ed emotiva. Ansia, depressione, alterazione della propria immagine corporea e conseguente perdita di autostima.
  • Sfera sociale e relazionale. Limitazioni nella vita intima, difficoltà nel frequentare luoghi pubblici, viaggiare o svolgere determinate attività lavorative e sportive.

In alcuni casi si tratta di un intervento necessario, ad esempio in presenza di tumore a retto o colon, traumi, infezioni del colon, incontinenza intestinale. In altri casi invece la colostomia è la conseguenza di un errore medico commesso nella cura di altre patologie. 

Quali sono gli errori medici che rendono inevitabile la colostomia

In chirurgia generale, la colostomia permanente può diventare un danno risarcibile quando deriva da una condotta imprudente, negligente o imperita dell’équipe medica.

Diversi sono gli errori medici evitabili che portano il paziente a convivere con una colostomia a vita:

  • Diagnosi tardiva o errata. Un’occlusione intestinale, un tumore o una patologia infiammatoria, una complicanza post-operatoria diagnosticate in ritardo possono costringere il medico a eseguire una colostomia d’urgenza evitabile o che poteva essere temporanea.
  • Lesioni iatrogene. Il chirurgo, durante un intervento causa lesioni accidentali al colon o al retto che non sono riparabili o di cui non si accorge tempestivamente.
  • Errori nell’esecuzione delle anastomosi. Si verifica quando i monconi intestinali vengono uniti in modo scorretto, comportando necrosi dei tessuti o apertura della ferita, rendendo necessaria la deviazione permanente del transito intestinale.
  • Complicanze non trattate. Se non gestite adeguatamente un’infezione, una peritonite o una rottura delle suture rendono necessarie deviazioni permanenti del tratto intestinale.
  • Difetto di consenso informato: Il paziente non è stato adeguatamente informato sui rischi dell’intervento o sulle alternative possibili. 

Colostomia permanente conseguenza di un errore medico: quali sono i danni risarcibili?

Una colostomia permanente costringe il paziente a convivere per sempre con un sacchetto esterno collegato all’intestino, inficiando negativamente la sua vita personale e talvolta anche professionale determinando l’attribuzione di una percentuale di invalidità permanente (danno biologico) molto elevata.

I punti percentuali di invalidità vengono calcolati in base alle tabelle medico-legali del Tribunale di Milano. Al danno biologico si somma anche:

  • il danno morale per la sofferenza interiore patita dal paziente;
  • il danno esistenziale per lo sconvolgimento delle abitudini di vita e la rinuncia ad attività che prima facevano parte della quotidianità;
  • il danno patrimoniale che considera le spese da affrontare per i presidi medici, i farmaci, le visite specialistiche e per una eventuale perdita della capacità di guadagno. 

Come ottenere giustizia per una colostomia a vita da errore medico

Nel caso in cui la colostomia a vita sia la diretta conseguenza di un errore medico, il paziente può avanzare domanda di risarcimento danni indirizzandola alla struttura sanitaria dove è stato eseguito l’intervento.

Per fare questo è necessario rispettare il tempo di prescrizione, che è di 10 anni, e dimostrare che la colostomia permanente è la conseguenza diretta di un comportamento negligente del medico.

Come dimostrarlo?

Se tu o un tuo familiare avete subito un intervento chirurgico terminato con una colostomia a vita, e sospettate che ci sia stato un errore da parte dei medici, il primo passo è richiedere la cartella clinica completa e sottoporla ad una valutazione medico-legale.

Lo scopo è dimostrare il nesso di causalità tra l’operato dei chirurghi e la colostomia permanente.

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