Cerchi una cura? Trovala su Amazon

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Dopo aver rivoluzionato il commercio, Amazon si appresta a trasformare anche l’accesso alle cure mediche. Molti saranno i vantaggi così come i rischi.

 

Anche se non se ne parla molto, la nuova ambizione di Amazon sembra essere quella di espandersi nella telemedicina, farmacia e assicurazione sanitaria attraverso un sistema connesso che utilizza l’intelligenza artificiale.

Dal suo ingresso nel redditizio mercato dei farmaci da prescrizione, allo sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale per analizzare le cartelle cliniche dei pazienti, fino alle app Alexa che gestiscono il diabete, Amazon sembra viaggiare sulla “scia” della salute a vele spiegate. 

La determinazione del gigante globale a fare del digitale nell’assistenza sanitaria una parte centrale del suo futuro modello di business sta diventando infatti sempre più chiara.

Il mercato della salute vale all’incirca 8.400 miliardi di dollari (7.701 miliardi di euro), secondo le stime riportate da Le Monde, cifra considerevole che dimostra numericamente, l’importanza di “presenziare” un settore così redditizio. 

 

L’App Amazon Care

Per capire la spinta di Amazon in direzione della sanità, pensiamo a una sua “creatura”: l’app Amazon Care. Per il momento l’applicazione è proposta soltanto ai dipendenti della società. 

Ma come funziona? Un paziente che ha il naso chiuso e che decide di curarsi, ad esempio, apre l’app Amazon Care sul proprio telefonino e clicca per parlare online con un infermiere. 

Dall’altro lato dello schermo, il paziente è assistito da Health Navigator, un software di aiuto per la diagnostica orientato dai pazienti grazie all’intelligenza artificiale. 

L’infermiere diagnostica al paziente una sinusite e gli consiglia di vedere un medico entro le prossime 24 ore. Il giorno dopo il paziente opta per una consultazione in video sempre con l’intermediazione di Amazon Care. A distanza, il medico prescrive un antibiotico e un trattamento di accompagnamento. Lo scambio verbale viene trascritto, per iscritto, dal software di riconoscimento vocale e poi inserito nel dossier del paziente. Il giorno dopo, l’assistente vocale Alexa, ricorda al paziente di prendere le pillole.

 

E la privacy?

La presenza di Amazon in un campo come quello della salute pone però delle questioni. 

Gli entusiasti prevedono che questo tipo di partecipazione potrà alleviare la pressione sui medici di medicina generale. I detrattori, invece, lo vedono come un segnale di privatizzazione strisciante e un disastro in termini di protezione della privacy. 

Il colosso Usa, infatti, è già sotto l’occhio delle autorità della concorrenza per quanto riguarda il rispetto della vita privata e del segreto sui dati sensibili relativi alla salute dei pazienti.

Non dimentichiamoci infatti come Amazon, insieme a molte altre altre aziende tecnologiche, sono diventate ricche e potenti proprio realizzando valore e monetizzando i dati dei loro utenti.

I critici evidenziano i loro scarsi risultati nella protezione dei dati e avvertono sui danni irreparabili alla nostra privacy se lo stesso approccio venisse applicato ai dati sanitari personali. 

 

Conclusioni

Insomma, la tecnologia avanza a ritmi serrati in sanità, ma resta aperto un interrogativo e cioè quanto il suo “addentrarsi” sia utile a soddisfare il diritto alla salute dei cittadini o quanto invece soddisfi unicamente il mercato, sottraendo privacy, diritti e risorse allo sviluppo di appropriate politiche della salute per tutti.

Categorie:Medicina e tecnologiaMedicina nel webNews Medicina
Tags:accesso alle cure medicheAmazon carediritto alla salute