
Ti sei sottoposto a un intervento chirurgico e quando ti sei svegliato hai scoperto di dover convivere con una colostomia permanente?
Quando un paziente si sottopone a un intervento chirurgico, si affida alle mani dei medici con l’auspicio di risolvere un problema di salute e tornare alla propria quotidianità. Purtroppo, però, non sempre le cose vanno come previsto.
La colostomia può rappresentare una conseguenza inevitabile per la cura di diverse malattie, ma può anche essere il risultato di un errore chirurgico, che configura un grave danno biologico per il paziente.
In questo articolo cercheremo di capire cos’è la colostomia permanente, quando può essere considerata l’effetto di una colpa medica e come tutelarsi.
La colostomia è un intervento che prevede la deviazione chirurgica, temporanea o permanente, di un tratto del colon verso un’apertura praticata sull’addome (chiamata stoma), attraverso la quale le feci vengono raccolte in un apposito sacchetto esterno.
Questo intervento è particolarmente invasivo, è fonte di disagio psico-fisico per il paziente, e quando è permanente, significa che la continuità intestinale non può più essere ripristinata.
L’impatto sulla vita di una persona è profondo e radicale:
In alcuni casi si tratta di un intervento necessario, ad esempio in presenza di tumore a retto o colon, traumi, infezioni del colon, incontinenza intestinale. In altri casi invece la colostomia è la conseguenza di un errore medico commesso nella cura di altre patologie.
In chirurgia generale, la colostomia permanente può diventare un danno risarcibile quando deriva da una condotta imprudente, negligente o imperita dell’équipe medica.
Diversi sono gli errori medici evitabili che portano il paziente a convivere con una colostomia a vita:
Una colostomia permanente costringe il paziente a convivere per sempre con un sacchetto esterno collegato all’intestino, inficiando negativamente la sua vita personale e talvolta anche professionale determinando l’attribuzione di una percentuale di invalidità permanente (danno biologico) molto elevata.
I punti percentuali di invalidità vengono calcolati in base alle tabelle medico-legali del Tribunale di Milano. Al danno biologico si somma anche:
Nel caso in cui la colostomia a vita sia la diretta conseguenza di un errore medico, il paziente può avanzare domanda di risarcimento danni indirizzandola alla struttura sanitaria dove è stato eseguito l’intervento.
Per fare questo è necessario rispettare il tempo di prescrizione, che è di 10 anni, e dimostrare che la colostomia permanente è la conseguenza diretta di un comportamento negligente del medico.
Come dimostrarlo?
Se tu o un tuo familiare avete subito un intervento chirurgico terminato con una colostomia a vita, e sospettate che ci sia stato un errore da parte dei medici, il primo passo è richiedere la cartella clinica completa e sottoporla ad una valutazione medico-legale.
Lo scopo è dimostrare il nesso di causalità tra l’operato dei chirurghi e la colostomia permanente.
Se ti stai domandando dove trovare un avvocato e un medico specializzato in casi di malasanità, la risposta è semplice: puoi rivolgerti a noi di Periplo Familiare.
Siamo la prima associazione in Italia a sostegno delle vittime di malasanità, da oltre 25 anni ci aiutiamo i pazienti che hanno subito le conseguenze di errori medici a ottenere giustizia, supportandoli sia dal punto vista legale che morale.
Il nostro staff medico-legale è pronto a valutare il tuo caso: contattaci per richiedere una consulenza gratuita!
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