I primi 3 anni della legge sulla responsabilità medica

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Circa 8 miliardi di ricoveri annui nelle strutture ospedaliere e circa 320 mila pazienti coinvolti in errori medici. Difetti e punti di forza: una foto sullo stato dell’arte della legge Gelli.

Sono stati circa 8 milioni i ricoveri annui nelle strutture ospedaliere, circa 320 mila pazienti coinvolti in errori medici o difetti organizzativi (4%), e fra 10 mila e 12 mila nuovi contenziosi annui, in aumento dello 0,15%. Ma è buon l’esordio per gli accertamenti tecnici preventivi, che vengono confermati in sentenza nel 90% dei casi.

Questi sono i dati che fotografano i primi tre anni di applicazione della legge Gelli (legge n. 24/2017) “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, nonostante l’obiettivo fosse quello di superare l’impasse creatosi nel settore a causa del peso della medicina difensiva a fronte delle ingenti richieste di risarcimento del danno medico.

Il fenomeno della medicina difensiva e i connessi rischi sul piano economico hanno inciso profondamente sull’evoluzione della giurisprudenza in materia.

Con il termine medicina difensiva si intendono tutte quelle azioni che un medico decide di attuare con lo scopo di difendere e tutelare sé stesso da eventuali danni lesivi al paziente che potrebbero derivare da negligenze mediche.

La prescrizione di esami, non sempre necessari, infatti, incide sulla spesa pubblica, aumentandone le voci di costo, e rischiando di compromettere lo stesso sistema sanitario nazionale, il quale potrebbe non riuscire a sostenere un simile carico. 

 

Un’analisi della legge

Il primo bilancio, sia economico sia giuridico, dei primi tre anni dall’entrata in vigore della legge è emerso in occasione dell’evento che si è svolto a Roma, presso l’Istituto di medicina legale dell’università La Sapienza. In questa occasione si è partiti proprio dall’analisi degli effetti dei primi articoli della legge, nonostante non siano stati raggiunti gli effetti sperati, gli accertamenti tecnici così come il rischio clinico, stanno dando i loro frutti.

Risk management in ospedale: innanzitutto cos’è? Il Risk Management o Gestione del Rischio Clinico, identifica i pericoli potenziali ai quali è sottoposta un’impresa, definisce e quantifica gli ipotetici scenari di rischio e formula le contromisure più idonee, perseguendo obiettivi aziendali strategici ben delineati.
Il continuo aumento dei sinistri e delle richieste di risarcimento danni in ambito sanitario, correlato sia alla continua crescita degli incidenti/eventi critici in ambito clinico, sia al mutato atteggiamento culturale dell’opinione pubblica, ha condotto negli ultimi anni ad un incremento rilevante dei premi assicurativi per le Aziende Ospedaliere, ASL e Case di Cura, aggravate da oggettive difficoltà da parte delle stesse, ad ottenere un’adeguata copertura assicurativa.

In questo caso è stato evidenziato che l’adozione delle misure di risk management previste dal legislatore, che individuano e definiscono tutti gli interventi finalizzati a identificare, gestire e ridurre i rischi connessi all’attività sanitaria in generale, e quella dei suoi professionisti in particolare, determineranno una diminuzione delle somme a disposizione per le cure del paziente. Anche per questo, dagli operatori è venuta la richiesta di condividere criteri di gestione comuni e che consentano a tutti gli ospedali di seguire il medesimo approccio; una sorta di linea guida su scala nazionale di gestione del risk management.

I giudizi di merito: innanzitutto cosa sono? La consulenza tecnica preventiva con finalità conciliative, è un istituto finalizzato ad anticipare, ad un momento precedente al giudizio, la valutazione tecnica dei fatti di causa, che, nel rito ordinario, invece, viene svolta durante la fase istruttoria dal consulente tecnico nominato dal giudice 

Per quanto riguarda i giudizi di merito, l’applicazione della legge Gelli ha determinato il massiccio ricorso agli accertamenti tecnici preventivi, con i successivi giudizi di merito che nel 90% dei casi confermano i risultati raggiunti dalla precedente consulenza.

Quindi, per concludere, una legge che ancora non ha ottenuto i risultati sperati ma che, per i primi tre anni, ha già dei punti di forza su cui è bene continuare a lavorare.

Categorie:Responsabilità Medici
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