
Hai continuato ad avere dolore dopo un intervento alla colonna, ma i sintomi sono stati sottovalutati? Oppure un tuo familiare ha sviluppato febbre, difficoltà motorie o peggioramenti neurologici senza ricevere accertamenti tempestivi, fino a conseguenze molto gravi?
La spondilodiscite post-intervento è una complicanza infettiva seria che può insorgere dopo interventi neurochirurgici o spinali. In questi casi, la tempestività della diagnosi e del trattamento è fondamentale: ritardi nell’individuazione dell’infezione o nella somministrazione delle cure adeguate possono provocare danni permanenti e, nei casi più gravi, mettere a rischio la vita del paziente.
Dal punto di vista giuridico, la questione assume rilievo quando il peggioramento non dipende solo dalla patologia, ma da una gestione sanitaria non conforme agli standard richiesti. La responsabilità può configurarsi, ad esempio, in presenza di sintomi ignorati, controlli post-operatori insufficienti, ritardi diagnostici o omissioni terapeutiche che abbiano favorito l’aggravarsi dell’infezione.
Comprendere quando il ritardo nelle cure diventa un errore sanitario è fondamentale per valutare se vi siano i presupposti per una richiesta di risarcimento e per tutelare i diritti del paziente o dei suoi familiari.
La spondilodiscite ha origine batterica e più raramente deriva da funghi o parassiti. La patologia ha maggiori probabilità di manifestarsi in pazienti che soffrono di diabete mellito, malattie cardiovascolari, obesità, immunodepressione, insufficienza renale ed epatica.
Si parla di spondilodiscite post-operatoria quando la malattia insorge a seguito di un intervento chirurgico alla colonna vertebrale.
Si evidenzia l’errore medico quando:
Il paziente che ha subito un intervento chirurgico alla colonna vertebrale deve essere costantemente monitorato nel periodo post-operatorio anche al fine di evidenziare sintomi associabili alla spondilodiscite:
In caso di sospetta spondilodiscite il paziente deve essere sottoposto a esami e strumentali a conferma della diagnosi:
Il trattamento della spondilodiscite prevede la somministrazione di antibiotici i quali risultano efficaci solo se somministrati tempestivamente. Potrebbe anche essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere il tessuto osseo infetto.
Come abbiamo accennato, la spondilodiscite può essere contratta nel sito chirurgico a causa della violazione delle linee guida igienico-sanitarie.
In particolare, si può parlare di colpa e responsabilità medica se:
Per evidenziare la responsabilità medica e avanzare una domanda di risarcimento danni, è necessario capire se il danno poteva essere evitabile ricostruendo l’accaduto recuperando la documentazione clinica del caso, con l’aiuto di un medico legale e un avvocato specializzato in casi di malasanità.
I danni risarcibili possono essere:
Se vuoi avere giustizia e ottenere un risarcimento adeguato, in proporzione al danno subito, noi di Periplo Familiare possiamo aiutarti.
Siamo la prima associazione in Italia a sostegno delle vittime di malasanità, da oltre 25 anni ci battiamo al fianco dei pazienti che hanno subito le conseguenze di errori medici, supportandoli anche moralmente.
Il nostro staff medico-legale è pronto a valutare il tuo caso: contattaci per richiedere una consulenza gratuita!
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