Aggressioni ai medici: pene più severe e multe fino a 5mila euro

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Approvato alla Camera il ddl che introduce pene e multe più severe per chi aggredisce medici e operatori sanitari.

Minacciare o aggredire un operatore sanitario sarà un’aggravante di reato. Chi lo farà rischierà fino a 16 anni di carcere. E se si manifesteranno casi di violenza, scatterà la denuncia d’ufficio anche senza la querela della persona offesa. 

Questo è quanto previsto dal disegno di legge “Disposizioni in materia di sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie” approvato alla Camera con alcune modifiche rispetto al testo iniziale. Tra queste, è stato tolto l’obbligo delle strutture sanitarie di costituirsi parte civile nel caso di aggressioni nei confronti di componenti del loro personale.

L’Aula di Montecitorio ha quindi approvato con voto unanime il provvedimento che introduce misure a tutela dei medici e dei professionisti sanitari dalle aggressioni sul posto di lavoro. 

 

Il disegno di legge

Confermato l’impianto della legge voluta dall’allora Ministro della Salute Giulia Grillo: per tutelare medici, infermieri e professionisti sanitari sempre più oggetto di aggressioni fisiche e verbali viene modificato il Codice penale. In particolare all’articolo 583-quater del codice, le stesse pene previste in caso di lesioni gravi arrecate a pubblico ufficiale vengono applicate in caso di “lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o a incaricati di pubblico servizio, nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni o del servizio presso strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche o private”. In questi casi le pene per lesioni gravissime possono arrivare fino a 16 anni di reclusione.

Il ddl aggiunge anche un’ulteriore circostanza aggravante a quelle già previste dal Codice penale e cioè “l’aver commesso il fatto con violenza o minaccia in danno degli esercenti le professioni sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”.

Altri i cambiamenti introdotti alla Camera sono stati i seguenti: oltre all’innalzamento delle sanzioni penali, sono state introdotte delle sanzioni amministrative con multe tra i 500 e i 5mila euro per chi tiene “condotte offensive o moleste” verso medici e personale sanitario. Così si legge: “Chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o di chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, presso strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche o private, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 5.000”.

Altro cambiamento chiave è il ripensamento sull’obbligo di costituzione di parte civile da parte di ospedali e aziende sanitarie nei processi sulle aggressioni a medici e personale sanitario. 

Inoltre, il ddl ha introdotto un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, con compiti di monitoraggio e di ricerca ed ha istituito la “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”, volta a sensibilizzare la cittadinanza a una cultura che condanni ogni forma di violenza.

 

Un ddl necessario

Anche in tempo di pandemia le aggressioni contro i professionisti si sono diradate o hanno cambiato forma, ma non sono cessate: è notizia recente quella di un’aggressione a Cosenza ai danni di un medico del Pronto Soccorso. L’approvazione del Disegno di Legge è un segnale forte di presa di coscienza del problema da parte del mondo politico e delle Istituzioni. 

Possiamo ora confidare in una rapida conclusione dell’iter e, soprattutto, nell’inizio di una nuova era della sanità, che consideri il diritto alla sicurezza degli operatori come legato inscindibilmente al diritto alla tutela della salute dei cittadini.

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