Il Fascicolo Sanitario Elettronico: tra sicurezza e semplificazione

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Uno strumento che raccoglie la nostra storia clinica e che per una sua maggiore diffusione necessita di una semplificazione. 

Ma la sicurezza dei dati è garantita?

La storia della nostra salute deve essere protetta e, al contempo, occorre rilanciarla come opportunità. Serve più sicurezza verso il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e anche una sua maggiore diffusione: due necessità che devono conciliarsi. Va bene quindi la semplificazione di eliminare l’obbligo del consenso per caricare la storia clinica del paziente, ma dobbiamo fare in modo che questa enorme banca dati sia tutelata.

Questa è la conclusione a cui sono giunti il Garante per la protezione dei dati personali e la Commissione parlamentare per la semplificazione. Ma partiamo dall’inizio: innanzitutto cos’è il Il Fascicolo Sanitario Elettronico?

 

Il Fascicolo Sanitario Elettronico

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è lo strumento attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la storia della propria vita sanitaria, condividendola con i professionisti sanitari per garantire un servizio più efficace ed efficiente. Si tratta di uno strumento che, attraverso il possibile accesso da parte di qualunque medico, in qualunque struttura sanitaria, garantisce la possibilità di curare meglio gli interessati: più informazioni equivalgono alla possibilità di diagnosi più congrue e, comunque, a un più efficace e pronto intervento terapeutico.

All’interno del FSE possono confluire tutte le informazioni sanitarie che descrivano lo stato di salute dell’assistito e tutti i documenti sanitari: come ad esempio prescrizioni di medicinali, prescrizioni di visite specialistiche, prescrizioni di esami di laboratorio o con l’ausilio di altra strumentazione diagnostica, referti di laboratorio, referti radiologici, referti di visite specialistiche, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione ospedaliera, terapie, anamnesi ecc.

 

La diffusione del Fascicolo

Eppure, nonostante i vantaggi e le opportunità offerte dallo strumento, siamo ancora a un livello troppo basso di diffusione nazionale: il Garante ha riferito, infatti, che è stato attivato nei confronti solo del 23% della popolazione. L’eliminazione dell’acquisizione del consenso per l’alimentazione del FSE è senza dubbio una semplificazione che ne “incoraggia” e promuove la diffusione, e che incontra allo stesso tempo anche il favore del Garante della privacy. Peraltro, questa eliminazione del consenso in entrata è bilanciata dal mantenimento del consenso relativo alla consultazione da parte dei professionisti sanitari. 

Ma non è l’unica novità: il contenuto del fascicolo è ampliato, sino a comprendere tutti i documenti, sanitari e socio-sanitari, riferiti alle prestazioni erogate, a carico o meno del Ssn, includendo, dunque, tra i soggetti abilitati all’alimentazione, la generalità degli esercenti le professioni sanitarie che seguono il paziente.

 

Tanti dati, tanti rischi

Come si evince quindi, il Fascicolo contiene una quantità di dati enorme, cui si aggiungono i dati su donazione degli organi, vaccinazioni e prenotazioni, testamento biologico: un numero tale di informazioni direttamente proporzionale al pericolo cui si espone.

Lo stesso Garante ha messo in evidenza che l’affidamento dell’intera storia clinica di milioni di pazienti a un’infrastruttura informatica rappresenta anche una non trascurabile fonte di vulnerabilità e che ci vogliono, di conseguenza, protezioni adeguate ad impedire accessi indebiti o alterazioni dei dati, di cui difficilmente può essere garantita la completa anonimità. 

Aumentano quindi i rischi di natura informatica (compresi accessi indebiti) e quelli di conoscibilità sproporzionata di dati, anche da parte di altre pubbliche amministrazioni, richiamate dal Garante al rispetto delle competenze.

 

Le misure di sicurezza

La delicatezza dei dati sanitari trattati impone quindi l’adozione di specifici accorgimenti tecnici/informatici per assicurare elevati livelli di sicurezza che limitino il più possibile i rischi di accesso abusivo, furto, smarrimento. Non solo, il Garante evidenzia la necessità di individuare con precisione i soggetti autorizzati all’accesso: la semplificazione e l’arricchimento del FSE non deve in alcun modo amplificare il rischio di consultazioni di fascicoli sanitari da parte di personale privo dei titoli, per fini ritorsivi o di semplice curiosità.

Categorie:Medicina e tecnologia
Tags:fascicolo sanitario elettronico