Agli italiani piace la telemedicina

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Telemedicina

Se ne è tanto parlato durante la pandemia. Oggi i dati mostrano un atteggiamento sempre più positivo verso le opportunità che offre, sia dal punto di vista dei pazienti sia dei medici

 

Prima dell’arrivo della pandemia il gap digitale in Italia era notevole, sia tra i pazienti, sia tra i medici. Ma il Covid-19 ha spazzato in un colpo buona parte del divario, perché le persone si sono ritrovate, dall’oggi al domani, a poter contare solo sulla tecnologia per lavorare, far frequentare le lezioni scolastiche ai figli, mantenere le relazioni con i parenti, anche anziani, che non potevano ricevere visite. E, da ultimo, curarsi.

In questo anno e mezzo abbiamo assistito infatti a un’esplosione della telemedicina, che da Cenerentola si è trasformata in Regina della Sanità Italiana. Secondo i dati, infatti, la telemedicina non solo è cresciuta durante la pandemia ma ad oggi, ha tantissimi sostenitori che la vorrebbero nel loro futuro. Ma vediamo insieme le dimensioni del fenomeno.

 

I dati sull’innovazione digitale

La pandemia ha accelerato i tempi della trasformazione digitale e ha fatto crescere in modo considerevole l’utilizzo delle piattaforme digitali sanitarie, con un utilizzo da parte dei pazienti salito durante l’emergenza Covid-19 dall’11% al 30%. 

Per il futuro i numeri sono anche più rosei: più di otto italiani su 10 (l’82%) vorrebbe usarle per accrescere il rapporto con il proprio medico. L’81% degli specialisti, invece, vorrebbe ricorrere a teleconsulti, con più di 6 medici su 10 che si è detto a favore dell’uso di strumenti per le tele-visite e il tele-monitoraggio. 

È quanto emerge da un’indagine svolta dall’Osservatorio per l’innovazione digitale in sanità del Politecnico di Milano nell’ambito dell’evento “La Salute Connessa”, promosso da Novartis. 

Anche tra i medici specialisti, il Covid-19 ha favorito il ricorso agli strumenti del tele-consulto: c’è stato un aumento dal 21% al 47% di utilizzo della tele-visita, che durante la pandemia è stata utilizzata dal 39% dei medici specialisti (rispetto al 13% che la utilizzava prima del Covid-19), e degli strumenti di tele-monitoraggio, i cui utilizzatori sono passati dal 13% al 28%. 

 

E le applicazioni per la salute?

Tra gli italiani che utilizzano le applicazioni digitali per la salute, circa la metà (46%) ha dichiarato di sentirsi più consapevole della propria patologia e della propria salute in generale e il 42% ritiene di avere dalle applicazioni un grande supporto per rispettare il proprio piano di cura. Tra le applicazioni più utilizzate ci sono quelle dedicate allo stile di vita (usate dal 33% degli intervistati) seguite da quelle “promemoria”, che ricordano l’assunzione di farmaci (22%) e quelle che aiutano a tenere sotto controllo i parametri clinici (21%).

Quindi tele-consulto, tele-visita, tele-monitoraggio, ma anche applicazioni digitali per la salute, canali digitali per la collaborazione tra medici di diverse strutture ospedaliere, fascicolo elettronico. Questi sono solo alcuni degli strumenti di telemedicina che stanno cambiando il volto della sanità. Ma siamo davvero pronti?

 

Conclusioni

Certo le sfide sono molte, occorre investire in competenze e formazione, ma il cambiamento culturale è in atto: i medici specialisti e territoriali stanno comprendendo non solo il potenziale ma anche il valore aggiunto della telemedicina. Si tratta solo di applicarla nel modo più efficiente possibile. E i pazienti, a quanto pare, non faranno fatica ad adattarsi e ad apprezzare questo nuovo modo di ricevere assistenza medica.

Categorie:Medicina e tecnologia
Tags:medicina a distanzatelemedicina

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