Mai più presi alla sprovvista: aumentano i posti in terapia intensiva

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Arriva nero su bianco, la circolare del Ministero della Salute per potenziare e riorganizzare le terapie intensive, i pronto soccorso e il personale sanitario, al fine di rafforzare la nostra risposta alle emergenze.

 

È così, il Coronavirus ci ha cambiati, ora non sappiamo quanto dureranno gli effetti di questo cambiamento, ma di sicuro ha intaccato le nostre vite e anche le nostre scelte, non da ultimo quelle sulla sanità. Ecco che, per non farci travolgere più da simili esperienze o quanto meno per farci trovare pronti, dal Ministero della Salute arriva una Circolare riguardante le nuove Linee di indirizzo organizzative per il potenziamento della rete ospedaliera. La circolare fa seguito alla decisione del governo che, attraverso il Decreto Rilancio, ha stanziato 1.4 miliardi di euro (e 490 mln) per garantire un’assistenza sanitaria adeguata al fine di fronteggiare future emergenze epidemiologiche.

 

Di cosa parliamo

Numericamente il potenziamento riguarderà: i reparti di terapia intensiva con +3.500 posti; la terapia semintensiva con +4.225 posti; e 490 mln per remunerazione e assunzioni nuovo personale. Un’azione che coinvolgerà non solo la terapia intensiva ma anche la riorganizzazione dei Pronto Soccorso, il potenziamento della rete di emergenza territoriale e l’aggiornamento della rete ospedaliera.

Terapia intensiva (+3.500 posti). Per ciascuna regione e provincia autonoma, l’incremento strutturale determina una dotazione omogenea sul territorio nazionale pari a 0,14 posti letto per mille abitanti, che comprende l’adeguamento dei posti letto di terapia intensiva nei centri Hub pediatrici. I posti letto da aggiungere potranno essere sia in terapie intensive già strutturate e sia da attivare ex novo (es in padiglioni che comprendano anche posti letto di semi intensiva e malattie infettive) che implicano quindi interventi strutturali e dotazione strumentale. I posti letto devono essere implementati con moduli di minimo 6 posti letto.

Terapia semintensiva (+4.225 posti). Le regioni dovranno programmare la disponibilità di posti letto di area semi-intensiva con “relativa dotazione impiantistica idonea a supportare le apparecchiature di ausilio alla ventilazione, mediante adeguamento e ristrutturazione di unità di area medica per acuzie, prevedendo che tali postazioni siano fruibili, nel rispetto della separazione dei percorsi, sia in regime ordinario, sia in regime di trattamento infettivologico ad alta intensità di cure con assistenza non invasiva anche delle complicanze respiratorie”.

Ma ci sono novità anche sul versante del pronto soccorso. Durante le fasi acute dell’emergenza i pronto soccorso hanno subito un importante afflusso di accessi non adeguatamente differenziati. 

Per far fronte alle future ed eventuali fasi emergenziali, dovranno essere riorganizzati con l’obiettivo di separare i percorsi e creare aree di permanenza dei pazienti in attesa di diagnosi che garantiscano i criteri di separazione e sicurezza. Successivamente il tempo di permanenza in attesa di ricovero sarà ridotto al minimo, anche in considerazione alle esigenze di distanziamento tra i pazienti durante le procedure diagnostico-terapeutiche in maniera tale da evitare il sovraffollamento ed eventuali rallentamenti della gestione della fase pre-ospedaliera del soccorso sanitario. 

Le risorse destinate alla ristrutturazione devono poter prevedere nel maggior numero possibile di ospedali:

  • aree di pre-triage distinte;
  • area di attesa dedicata a sospetti COVID-19 o potenzialmente contagiosi in attesa di diagnosi;
  • ambulatorio per sospetti Covid-19 o potenzialmente contagiosi in attesa di diagnosi;
  • area dedicata per soggetti in attesa di esito tampone;
  • percorso specificatamente individuato per paziente Covid-19
  • accesso diretto e percorsi dedicati di mezzi di soccorso a spazi di attesa sospetti barellati;
  • diagnostica radiologica dedicata.

Personale. Secondo il Decreto di Rilancio, le Regioni vengono autorizzate a implementare i mezzi di trasporto dedicati ai trasferimenti secondari per i pazienti Covid-19, per le dimissioni protette e per i trasporti tra ospedali per pazienti non affetti da Covid-19. Per questi ultimi interventi e per sostenere una serie di misure a sostegno della spesa per il personale sanitario sono stanziati 430.975.000 euro per il 2020.

Per concludere quindi, come dice il nostro Ministro, avere un Ssn di qualità ha un immenso valore. Poter vivere in un Paese in cui se stai male non conta quanti soldi hai, non conta di chi sei figlio, non conta in che territorio vivi ma hai diritto a essere curato, è un valore straordinario che dobbiamo tutti saper riconoscere e difendere con ogni energia.

Categorie:News Medicina
Tags:emergenzesistema sanitarioterapia intensiva