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Per un cervello che invecchia abbiamo rimedi?

Per uno studio inglese, i giochi di memoria non aiuterebbero se non praticati fin dalla gioventù. Ma contro il declino cognitivo qualcosa si può fare, anche in età più avanzata.

Anche per il cervello vale la regola che tutti conosciamo: prevenire è meglio che curare.
Per contrastare il declino cognitivo, infatti, avere sempre avuto una “buona attività” mentale aiuta, perché ci consente di affrontare l’inevitabile invecchiamento con un livello più alto, se così possiamo dire.

Secondo uno studio inglese, infatti, se non abbiamo mai fatto parole crociate o il sudoku, cominciare prima del declino delle capacità mentali non ci darà molti benefici.
Per l’Università di Aberdeen, nel Regno Unito, infatti, i giochi mentali non servirebbero a ritardare il declino, ma chi li fa da quando è giovane avrà migliori capacità mentali e il declino partirà da un punteggio più alto a livello di facoltà mentale.



Bisogna allenare il cervello fin da giovani

Lo studio ha dimostrato che, per i soggetti coinvolti, un coinvolgimento intellettuale nella prima infanzia era associato a livelli elevati di coinvolgimento più in là negli anni. In particolare, un impegno precoce e continuo nelle attività di problem solving era legato a un ritardo del declino cognitivo in vecchiaia. 

Tuttavia, le prestazioni cognitive sono diminuite per tutti nel tempo di circa un punto l’anno, indicando che il declino non può essere prevenuto. Se però il declino inizia da un livello superiore di abilità cognitive, probabilmente richiederà più tempo per raggiungere un livello evidente e interferire con il funzionamento mentale. 

Ma se non si è fatto prima, qualcosa si può fare dopo?

Il cervello, come ogni altro organo, muscolo o lembo di pelle del corpo umano, invecchia. 

Questo processo da un lato inevitabile si consuma per ciascuno a ritmi diversi: talvolta, purtroppo, il decadimento avviene in modo grave e irreversibile, prendendo la forma della demenza. 

La buona notizia è che qualcosa si può fare per “rallentare” il più possibile l’invecchiamento cerebrale. Alcuni tra i modi più efficaci per contrastarlo sono anche i più divertenti.

Dormire senza esagerare. Un buon numero di ore di sonno (in genere 8) è senza dubbio un fattore protettivo per il cervello: dai 65 anni in su l’abitudine del riposino diurno risulta abbassare il rischio demenze fino ai 10 anni successivi. Ma dormire troppo (specie di giorno) non è un buon segno: l’eccesso di sonno diurno e notti più corte di 6 ore sono associati a un rischio cognitivo più alto.

Aria aperta. Tra le attività fisiche migliori, quelle all’aperto, come il giardinaggio o mezz’ora di camminata al giorno (specie se lontano dalla città: l’inquinamento potrebbe essere collegato all’insorgere di demenze). Ma anche dedicarsi ai lavori domestici o pochi semplici esercizi da seduti possono aiutare.

Allenare la mente. Parole crociate, indovinelli, rompicapi, lettura dei giornali, libri. Mettersi alla prova con attività di questo tipo stimola le capacità di ragionamento e problem solving, e migliora le capacità verbali. Negli over 60, è stato dimostrato che dà miglioramenti nella vita di tutti i giorni nei sei mesi successivi.

Non isolarsi: Vedere gli amici e la famiglia, coltivare un hobby, ingaggiare lunghe conversazioni al telefono o via mail, restare al passo con le tecnologie e sfruttarle per ridurre le distanze: poiché è stato dimostrato che l’isolamento sociale aumenta il rischio di malattie croniche o di morte (perché è fonte di stress per l’organismo), contrastarlo ci rende meno vulnerabili.

Ballare. Tra le attività fisiche più indicate c’è il ballo: secondo uno studio, danzare può avere un ruolo importante nel contrastare il rischio demenze (come la malattia di Alzheimer), perché interviene sull’area cerebrale più colpita da queste patologie: l’ippocampo, fondamentale per l’apprendimento, la memoria e il mantenimento dell’equilibrio. 

No agli stereotipi di genere. Aspettative e pressioni sociali finiscono per condizionare le attività a cui donne e uomini si dedicano, e ciò può influire, con il tempo, sulle abilità cognitive di ciascuno. 

Ogni individuo deve scegliere come trascorrere il proprio tempo libero, senza suddivisioni o ruoli predefiniti: dedicarsi ad attività che fanno stare bene, slegate dal pregiudizio, rallenta il declino celebrale. Quindi il lavoro a maglia o la falegnameria ad esempio, non hanno “sesso”.


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