
Quando una persona cara muore durante un ricovero o poco dopo un intervento, il dolore si accompagna spesso a dubbi difficili da ignorare. È stato fatto tutto il possibile? La diagnosi era corretta? Le cure sono state tempestive? Oppure qualcosa è andato storto senza che nessuno lo abbia spiegato chiaramente?
In molte situazioni, le risposte fornite ai familiari sono vaghe, incomplete o contraddittorie. Proprio per questo, l’esame autoptico rappresenta uno strumento fondamentale per accertare le reali cause del decesso e verificare se vi siano stati errori, omissioni o ritardi nell’assistenza sanitaria.
Dal punto di vista giuridico, l’autopsia non ha solo una funzione medica, ma anche probatoria. Può, infatti, fornire elementi decisivi per dimostrare il nesso tra le cure ricevute e la morte del paziente, diventando il primo passo per tutelare i diritti dei familiari e avviare una richiesta di risarcimento.
Comprendere quando e come richiedere un esame autoptico è quindi essenziale per chi sospetta che il decesso in ospedale non sia stato inevitabile.
In questo articolo spieghiamo quali sono le procedure da seguire, quali diritti hanno i familiari e come un risarcimento danni per morte in ospedale.
Una diagnosi errata o tardiva, prescrizioni farmacologiche sbagliate, errori chirurgici, un’infezione contratta in sala operatoria, complicanze post-intervento evitabili, sono alcuni eventi che possono far presupporre una responsabilità medica nell’avvenuto decesso di un paziente.
Quando insorge il dubbio, i familiari hanno il diritto di ricercare la verità, arrivando a chiedere, se necessario, che venga eseguito un esame autoptico (autopsia), per chiarire le cause effettive del decesso.
Nel caso in cui venga dimostrata la responsabilità dei sanitari e il nesso causale tra l’accaduto e la condotta colposa del medico, la struttura è tenuta a pagare un risarcimento per morte da errore medico.
Il fondamento giuridico di tale diritto è la Legge n.24 dell’8 marzo 2017 nota anche come Gelli-Bianco la quale, nell’art 7, disciplina la responsabilità civile degli esercenti delle professioni sanitarie e delle strutture sanitarie stabilendo un principio cadine: il diritto al risarcimento danni per morte in ospedale sorge solo se il personale sanitario ha agito contrariamente a quanto stabilito dalle linee guida e dalle consolidate norme di pratica medica, causando quindi il decesso del paziente.
Oltre alla condotta colposa, per ottenere un risarcimento per morte in ospedale è indispensabile dimostrare il nesso di casualità. Bisogna cioè dimostrare l’avvenuta morte per negligenza medica, mentre una condotta medica alternativa e corretta avrebbe potuto salvare la vita del paziente o almeno aumentare le sue probabilità di sopravvivenza.
La Legge Gelli-Bianco chiarisce anche come accertare la responsabilità medica, distinguendo tra responsabilità della struttura e del singolo medico. Ai fini della richiesta di risarcimento danni per la morte di un paziente si possono individuare due livelli di responsabilità.
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CARATTERISTICA |
STRUTTURA SANITARIA |
MEDICO |
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TIPO DI RESPONSABILITÀ |
Contrattuale (ex art. 1218 e 1228 c.c.) |
Extracontrattuale (ex art. 2043 c.c.) |
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TERMINE DI PRESCRIZIONE |
10 anni |
5 anni |
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ONERE DELLA PROVA |
Il paziente deve provare il contratto con la struttura che insorge al momento dell’accettazione, il danno subito, il nesso causale. La struttura deve provare di aver agito correttamente |
Il paziente deve dimostrare la colpa medica e il nesso causale tra danno subito e condotta del sanitario |
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NATURA DEL RAPPORTO |
Risponde per il solo fatto di aver accettato il paziente |
Risponde per il fatto illecito compiuto |
Dovendo inoltrare una richiesta di risarcimento per errore medico che causa morte del paziente è necessario tenere conto che la struttura sanitaria risponde dell’operato dei suoi dipendenti e collaboratori, anche se non strutturati, garantendo una tutela maggiore al danneggiato grazie a un termine di prescrizione più ampio (10 anni).
Ottenere un risarcimento per un caso di malasanità che ha causato la morte di un familiare è possibile se viene intrapreso un percorso tecnico-giudiziario finalizzato ad accertare in modo inconfutabile l’accaduto.
Sebbene quello autoptico sia un esame fondamentale per accertare le cause del decesso, non è l’unico documento da produrre quando si intende fare causa all’ospedale per avere un risarcimento.
Per individuare il nesso tra condotta dei sanitari e decesso del paziente è necessario procedere con un accertamento medico-legale volto a confermare la sussistenza di profili di negligenza imprudenza o imperizia in capo al personale medico, richiedendo ad esempio anche la cartella clinica che può evidenziare incongruenze o lacune temporali che lasciano presupporre un comportamento sbagliato da parte dei medici.
I familiari possono richiedere il danno parentale per la sofferenza patita per via della perdita del familiare, ma per ottenere un risarcimento per morte da errore medico devono fare attenzione anche alle tempistiche.
Se ritieni che la morte di un tuo familiare possa essere stata la conseguenza di un caso di malasanità e vuoi chiedere giustizia, noi di Periplo Familiare possiamo aiutarti ad accertare la responsabilità medica e a richiedere un risarcimento danni all’ospedale.
Siamo la prima associazione a tutela delle vittime di malasanità in Italia, il nostro staff medico-legale è pronto a valutare il caso per evidenziare eventuali elementi di sussistenza per poter avviare un procedimento legale.
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